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Facciamo Causa al Razzismo.

Aggiornato il: mag 3

Gentili lettori,

con riferimento al VERGOGNOSO avvenimento che ha visto come protagonisti Vittorio Feltri e Mario Giordano, che ha coinvolto tutto il Sud, indignandolo profondamente, verificatosi circa sette giorni fa, comunico che:

1) E' possibile, attraverso i vostri legali di fiducia, intentare causa, sia in sede civile, sia in sede penale, nei confronti dei due giornalisti rispondenti al nome di Vittorio Feltri e Mario Giordano oltre che all'Ente televisivo emittente (vedi infra).

2) Già il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti ha deciso di procedere legalmente contro Vittorio Feltri per valutare danno d’immagine all’Ordine stesso. Ma ha fatto anche di più: ha puntato il dito anche contro Mario Giordano. Quest'ultimo pensava di scamparsela con un tweet pubblicato ore dopo dove prendeva le distanze ma è stato troppo poco: il Presidente si appella ora alla Carta dei diritti e dei doveri dei giornalisti, puntualizzando che Giordano aveva l’obbligo di intervenire nel momento dello sproloquio riprendendo Feltri.

3) Anche il Presidente dell’Ordine della Lombardia, su segnalazione anche di altri Presidenti, ha accettato di trasmettere al Consiglio di disciplina quanto accaduto. Quindi Feltri ora va a giudizio. E rischia inoltre denuncia per danno d’immagine.

4) La Legge, infatti, dedica a questi “signori” ben tre norme:

La prima è l'art. 604 bis (Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa) , comma uno, lettera a) , che recita:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito:

a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;


Questa prima norma descrive, chiaramente, il comportamento tenuto da Vittorio Feltri, direttore editoriale del quotidiano “Libero” il quale ha pronunciato frasi e parole che qui non voglio ripetere perché troppo indecorose, ma ben indicate nelle seguenti pagine web:


https://www.youtube.com/watch?v=wx1J9OqZGu8

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/22/vittorio-feltri-insulta-i-meridionali-in-molti-casi-sono-inferiori-odg-danno-dimmagine-per-la-categoria-mandato-a-un-legale/5778646/


Venendo alla seconda norma, che riguarda stavolta il sig. Mario Giordano, l'articolo 40, comma 2 del codice penale recita:

Art. 40, comma 2 del codice penale:Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo

E' appena il caso di sottolineare che il caro sig. Giordano, essendo giornalista anche lui, doveva impedire al caro sig. Feltri di dire quello che ha detto riprendendolo aspramente, cosa che non ha fatto assolutamente. Sulla stessa, identica, linea è il Presidente dell'Ordine dei giornalisti.

Esiste, poi, una terza norma che qui interessa del Codice penale che disciplina il concorso di persone, ovvero, l'ipotesi in cui più persone commettano un determinato reato:E' l'art. 110 c.p. che, testualmente, dispone: “Quando più persone concorrono nel medesimo reato ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita [...] “

Ecco, quindi, che, così, si configura la responsabilità penale, quindi anche civile, desumibile dalla semplice lettura delle suddette norme.

4) Ma non finisce qui...

Come è noto, i “signori” erano in televisione e, a trasmettere era l'emittente televisiva “Rete 4”.

Il nostro Ordinamento prevede anche la responsabilità degli Enti al Decreto Legislativo 8 Giugno 2001, numero 231 intitolato “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” ove la condotta (commissiva od omissiva), quindi sia “attiva”, sia “non impeditiva”, (ai sensi dell'art. 40 c.p. sopra richiamato) riguardi un Ente (anche televisivo) ove i reati commessi siano quelli indicati negli artt. 24 e seguenti della suddetta legge.

L'articolo 25 della suddetta legge dispone come segue:

Art. 25-terdecies. Razzismo e xenofobia

1. In relazione alla commissione dei delitti di cui all'articolo 3, comma 3-bis, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da duecento a ottocento quote.Nei casi di condanna per i delitti di cui al comma 1 si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a un anno.[...]

Nello specifico, “Rete 4” e i suoi rappresentanti impegnati nella trasmissione non avrebbero dovuto permettere la diffusione di messaggi di contenuto, apertamente, razzista e fondati sulla superiorità razziale. Ove si fosse trattato di una diretta avrebbero dovuto, per obbligo collegato alla Carta dei diritti e dei doveri dei Giornalisti, interrompere immediatamente la trasmissione e, al più, fare apparire il classico cartello “Per motivi tecnici le trasmissioni riprenderanno il prima possibile”. Ove invece fosse trattato di una registrazione, non sarebbe dovuta andare in onda.

Ciò non è stato e, pertanto, anche Rete 4 è passibile della responsabilità, sia pure amministrativa (ma di competenza del Giudice Penale ai sensi dell'articolo 36 della Legge ultima citata), ma anche civile dell'Ente per la norma ora indicata. Ciò, con possibilità del Giudice Penale di pronunciarsi anche sul risarcimento danni da parte dell'Ente Televisivo (nel nostro caso Rete 4), che NON HA IMPEDITO/INTERROTTO LA TRASMISSIONE.

6) Ahimé, la posizione di Vittorio Feltri, non finisce qui... Ciò in base alle seguenti pagine Web:

https://www.youtube.com/watch?v=tPwVGzGRgf0

http://www.strettoweb.com/2020/04/feltri-passo-indietro-motivo-chiedere-scusa-protesta-edicole-sud-leggere-attivita-principali/1006211/

Quindi, secondo il signore qui indicato “al Sud non c'è l'abitudine di leggere” e “I giornali vendono pochissimo”. Un'altra frase che, implicitamente, indica la superiorità razziale della Nord e che decreta l'ignoranza del Sud e dei meridionali. A parere di chi scrive, in questo caso, si applica anche l'articolo 73 del codice penale che recita:

Art. 73 codice penale. Concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie.Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo uguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati.

Di conseguenza si applicherebbe, nella nostra ipotesi il “Cumulo materiale” che può riassumersi nel seguente brocardo: “tot crimina tot poenae”, che importa l’applicazione della pena risultante dalla somma algebrica del quantum di pena irrogato in relazione a ciascun singolo reato commesso (con duplicazione anche dell'ammontare del risarcimento del danno in sede civile).

E' appena il caso di sottolineare che, in quest'ultima fattispecie, non pare che vi sia responsabilità anche dell'emittente televisiva “LA7” in quanto l'intervista è stata condotta secondo buona fede per cronaca sui fatti succedutisi ed è stata iniziativa del “buon” Vittorio Feltri dire ciò che ha detto nella seconda intervista.

È il giusto, sacrosanto esito per questo ennesimo insulto, che si vada a sanzionare quell’ arroganza tossica che sparge veleno in un Paese civile ed unito.


Per domande, chiarimenti e consulenze legali in materia, si invita il lettore a contattarmi ai seguenti recapiti:

Telefono: 3200775430 - 0812461014

email: avvcorradorubera@libero.it

Indirizzo di studio: Corso Vittorio Emanuele, 54 80122 Napoli (NA)

Si riceve su appuntamento.

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