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In caso di contestata violazione del Decreto "Io resto a casa" che fare?

Premessa.

Il presente articolo NON E' UNA INCITAZIONE A VIOLARE LE PRESCRIZIONI GOVERNATIVE CHE, INVECE, SI INVITANO AD OSSERVARE, MA VUOLE INFORMARE I CITTADINI SU COME SIA POSSIBILE TUTELARE I PROPRI DIRITTI E A NON PEGGIORARE LA PROPRIA POSIZIONE IN CASO DI PROBLEMI CON LA LEGGE.

Data questa fondamentale premessa, cercherò di chiarire la portata del testo legislativo citato nel titolo e le conseguenze, sul piano personale e giuridico, della sua violazione.


Su cosa sia possibile e lecito fare e cosa no rinvio a questo collegamento internet: http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa

Di seguito, invece, indicherò le strategie difensive e le informazioni utili ai cittadini che possano essere incorsi in eventuali violazioni e/o cosa rischino in caso di violazione.


1) COSA SUCCEDE SE VENGO DENUNCIATO DALLE FOREZE DI POLIZIA?

Allo stato attuale, l'interpretazione maggioritaria prevede l'applicazione dell'art. 650 c.p. ed, eventualmente, in caso di dichiarazioni false nell'autocertificazione, l'art. 483 c.p.

Vediamo cosa dispone la prima norma:


Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità (1) per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene (2), è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509] (3), con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro (4).


L'art. 483 c.p. dispone, invece in questo senso:


  1. Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico (1), fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità (2), è punito con la reclusione fino a due anni.Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile [449], la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.

Dall'applicazione congiunta delle suddette norme, quindi, si può evincere che chi circola su territorio pubblico munito di autocertificazione falsa rischia:

1) la famigerata multa di 206 euro ove non venga applicato l'arresto fino a tre mesi 2) fino a due anni di reclusione.


Da tanto, quindi, sul piano pratico può evincersi che sia meglio, in caso di violazione del Decreto "Io resto a casa", NON DISPORRE DI ALCUNA AUTOCERTIFICAZIONE IN LUOGO DI ESSERE PROVVISTI DI UN'AUTOCERTIFICAZIONE FALSA.


Aprendo una piccola parentesi, vorrei sciogliere un dubbio ricorrente:


1.1) ESSERE SPROVVISTI DI AUTOCERTIFICAZIONE COSTITUISCE, DI PER SE' VIOLAZIONE DI UNA NORMA?

Avere con sé il foglio di autocertificazione NON E' OBBLIGATORIO MA VIVAMENTE OPPORTUNO: in caso di controlli, infatti, ed in presenza di un giustificato motivo di spostamento, sarà l'operatore di polizia a fornire il foglio sul modello dello standard previsto dalla Legge. Tuttavia, esserne sprovvisti NON COSTITUISCE DI PER SE' VIOLAZIONE DI ALCUNA NORMA.

Averlo con sé (in caso di attestazioni vere), ovviamente, è, tuttavia, VIVAMENTE OPPORTUNO considerata la possibilità che l'agente di polizia potrebbe, a sua volta esserne sprovvisto e, per ciò solo, costringervi a una trasferta in caserma per rilasciare le relative dichiarazioni nelle forme dell'autocertificazione.


Tornando, quindi, all'interpretazione delle due norme richiamate, nasce un altro interrogativo:


2) "SE MI COMMINANO SOLO LA MULTA DI 206 EURO MI CONVIENE PAGARLA?"

ASSOLUTAMENTE NO A MENO CHE NON SI ACCETTI DI AVERE UN PRECEDENTE PENALE SUL CASELLARIO GIUDIZIARIO.

Nel nostro ordinamento, infatti, tra le cause di estinzione del reato NON VI E' IL PAGAMENTO DELLA MULTA. Tralasciando le altre e restando sul piano pratico, converrà attendere che venga emesso il provvedimento che va ad irrogare la sanzione (di solito il Decreto penale di condanna), presentare opposizione e RICHIEDERE L'OBLAZIONE CHE ANDRA' A COMMUTARE LA SANZIONE PENALE IN SANZIONE AMMINISTRATIVA.

Esiste, comunque, la possibilità che venga applicata la sospensione condizionale della pena prevista dalla Legge.

In tale ipotesi la concessione della sospensione condizionale della pena implica che in caso di condanna, il giudice nel pronunciare la sentenza stabilisca che la pena debba rimanere sospesa per cinque anni in caso di reato e tre anni in caso di contravvenzioni.

E' appena il caso di precisare che, l'art. 650 c.p. è una CONTRAVVENZIONE per cui la pena resterà sospesa, per l'ipotesi di mancata opposizione per TRE anni.

L'art. 39 c.p. dispone, infatti, che "i delitti sono quei reati per i quali è prevista la pena dell'ergastolo, della reclusione, della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per i quali è prevista la pena dell'arresto e/o dell'ammenda" Può, quindi, concludersi che, in caso sospensione condizionale della pena e in assenza, nel corso del suddetto periodo, di ulteriori violazioni, il reato si estinguerà.


3) SE VIOLO L'ART. 650 c.p. ED ESCO IN LUOGO PUBBLICO SENZA GIUSTIFICAZIONE POSSONO ARRESTARMI?

ASSOLUTAMENTE NO. L'art. in questione prevede quale SANZIONE (irrogabile solo dopo il processo), EVENTUALEMENTE dell'arresto.



4) SE ESCO IN LUOGO PUBBLICO MUNITO DI AUTOCERTIFICAZIONE FALSA E VENGO DENUNCIATO COSA RISCHIO E COME POSSO DIFENDERMI?

Come detto poco sopra, in caso di autocertificazione falsa i rischi sono più alti.

La Corte di Cassazione, infatti, a parere di chi scrive, con interpretazione estensiva, quindi illegittima, ha esteso la portata dell'art. 483 c.p. anche alle ipotesi di autocertificazione equiparandole a veri e propi atti pubblici.

Ovviamente, non essendo un'interpretazione a Sezioni Unite, è facile constatare che sarà, in sede processuale, doveroso sostenere che, in realtà l'autocertificazione sia equiparabile a una scrittura privata e non già a un atto pubblico.

Tale sarebbe una tesi interpretativa che condurrebbe all'assoluzione considerato che il falso in scrittura privata non è (PIU') previsto dalla Legge come reato.


4.1) RISCHIO IL CARCERE?

E' da premettersi che NON POTRA' TROVARE APPLICAZIONE LA MISURA DELLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE PER ESPRESSO DIVIETO INTRODOTTO DALLA LEGGE SVUOTACARCERI DEL 2014.

In assenza di precedenti penali e/o di recidiva che elevi il "debito con la Legge" ad oltre quattro anni, non è verosimile che si rischi il carcere neppure con sentenza definitiva.

Un soggetto incesurato, nella prassi giurisdizionale, specie nell'ipotesi esaminata, al più, rischia una condanna con pena sospesa non essendo possibile, anche in caso di applicazione congiunta del massimo della pena prevista dalle suddette norme, andare oltre i due anni di reclusione assieme ai tre mesi di arresto. Ciò nell'ipotesi di applicazione congiunta dei massimi previsti dalle due norme.

Tuttavia, nella prassi, è verosimile vedersi applicare, sempre per un soggetto incensurato, l'applicazione delle attenuanti generiche e, quindi, una diminuente della pena entro i due anni con pena sospesa. Ciò a condizione che il giudice, nel corretto esercizio del suo potere discrezionale ritenga che sussistono elementi tali da giustificare una diminuzione di pena, al fine di adeguarla alla concreta entità del fatto e alla personalità del reo (art. 62 bis)

E' opportuno, inoltre, sottolineare, ancora una volta, la possibilità che venga applicata la sospensione condizionale della pena ove questa non ecceda i due anni.

Ciò anche nell'ipotesi più "nera", ovvero quella dell'applicazione di due anni di reclusione ex art. 483 e di tre mesi di arresto, in luogo della multa, ex art. 650 c.p.


4.2.) RISCHIO LA DETENZIONE DOMICILIARE O I SERVIZI SOCIALI?

Nel caso di assenza di sospensione condizionale della pena e in assenza di richiesta, da parte del pubblico ministero di emettere decreto penale di condanna, sì.

Tuttavia, essendo la politica criminale, a partire dal 2014 rivolta a DIMINUIRE la popolazione carceraria, appare più probabile l'applicazione dei menzionati istituti.

In particolare, nell'ipotesi di applicazione del Decreto penale di condanna il suo ammontare sarà di € 75 in sostituzione di un giorno di reclusione salvo richiesta di applicazione del triplo, tenuto conto delle condizioni economiche dell'imputato e del suo nucleo familiare (confronta art. 459 c.p.p.).


5) MA LE REGIONI POSSONO APPLICARE SANZIONI E RESTRIZIONI ULTERIORI A QUELLE PREVISTE DA ATTO NORMATIVO STATALE?

Secondo l'art. 117 della Costituzione, ASSOLUTAMENTE NO. Il riparto di competenze normative previsto dalla Costituzione prevede, infatti, che solo con provvedimento dello Stato avente forza di legge si possa limitare la libera circolazione dei cittadini, nel nostro caso, per motivi di igiene e per motivi di pubblica sicurezza.


Di conseguenza, le Regioni:


a) Non possono obbligare una persona fisica ad una quarantena per il solo fatto di aver violato il dispositivo del decreto "Io resto a casa".


b) Non possono comminare sanzioni, in qualunque modo, restrittive della libertà personale: lo può prevedere solo la Legge penale di Stato ex art. 25 Cost.


c) Non possono comminare restrizioni ulteriori rispetto a quelle previste dalle Leggi dello Stato in virtù della norma ultima richiamata.


Qualora lo facciano, il provvedimento può essere facilmente impugnato e fatto caducare perché contrario alla Costituzione, salvo il risarcimento danno per la lesione di diritti fondamentali come la libertà personale.


6) ESISTONO, ALLO STATO ATTUALE, PROFILI DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA NORMA IN OGGETTO?

Purtroppo esistono, allo stato, i seguenti dubbi di legittimità costituzionale:

6.1) E' dubbia la costituzionalità del decreto di Stato "Io resto a casa" nella parte in cui prevede che si possa utilizzare la bicicletta solo per spostamenti autorizzati e non già al fine di porre in essere un'attività sportiva per violazione del principio di ragionevolezza.

La nostra Costituzione, all'art. 3, secondo dottrina e giurisprudenza dominanti, infatti prevede l'obbligo del Legislatore di legiferare in maniera LOGICA E RAZIONALE: a parere di chi scrive, non ha senso rendere lecita l'attività sportiva individuale ed illecita l'attività sportiva individuale del cciclismo.


6.2.) E' dubbia la liceità, a parere di chi scrive, della previsione normativa nella parte in cui viene considerato illecito uscire da soli, anche se a un metro di distanza e non partecipando ad assembramenti, salvo che non si accompagni il cane fuori di casa. Anche sotto questo profilo, non appare logico che il cane sia elemento scriminante...


Per domande e chiarimenti si invita il lettore a contattarmi ai seguenti recapiti:


Telefono: 3200775430 - 0812461014

email: avvcorradorubera@libero.it

Indirizzo di studio: Corso Vittorio Emanuele, 54 80122 Napoli (NA)

Si riceve su appuntamento.

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