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Violenza sessuale e disturbo Frotteuristico.

Aggiornato il: mag 1

Purtroppo, nei tempi odierni capita, sovente, di sentire e di vedere sui mezzi pubblici o nelle code soggetti di sesso maschile che operano palpeggiamenti ai danni di povere donne malcapitate.


Spesso, umanamente, non siamo che di fronte ad un'ennesima categoria di persone fortemente disagiate che non hanno un intelletto ben sviluppato e sono affette dal c.d. "disturbo Frotteuristico".

Il termine “Frotteurismo” deriva dal francese “frotter” che letteralmente significa strofinare, sfregare o premere le parti del corpo su qualcosa o qualcuno.

Nel DSM-5 (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali) viene denominato come Disturbo frotteuristico ed è così definito:

per un periodo di almeno sei mesi, ricorrente e intensa eccitazione sessuale nel toccare o sfregarsi contro persone consenzienti, come manifestato da fantasie, impulsi, o comportamenti.

La persona ha disagio clinicamente significativo o compromissione in aree importanti del funzionamento, o ha cercato di ottenere una stimolazione sessuale attraverso sfregamento contro tre o più persone non consenzienti in occasioni diverse” (APA, 2013).


Alcuni aspetti utili identificati da Lussier e Piché (2008) al fine di spiegare il comportamento frotteuristico sono i seguenti:

  • Quando è associato a vittimizzazione sessuale infantile (abuso sessuale);

  • Le attività associate al frotteurismo coesistono in altri comportamenti durante l’infanzia;

  • Sembra che la comparsa di comportamenti frotteuristici sia osservata in soggetti con danno cerebrale;

  • questi soggetti avrebbero assistito ripetutamente a rapporti sessuali tra i genitori. Questa esperienza vissuta in modo traumatico aumenterebbe nel soggetto la rabbia nei confronti della donna dalla quale si difende mettendo in atto questo comportamento. Gli atti sessuali assumerebbero una caratteristica onirica (che riguarda il sogno) che richiama il rapporto sessuale tra i genitori alla quale il soggetto ha assistito da bambino.

Il disturbo è presente prevalentemente nella popolazione maschile e gli impulsi vengono messi in atto nei confronti di donne sconosciute.


Il frotteur tende a mettere in atto questo comportamento in situazioni affollate (mezzi pubblici, concerti, etc.) e il contatto con la vittima avviene principalmente di spalle al fine di evitare il contatto faccia a faccia.


Il frotteur è generalmente una persona innocua e in risposta ad un’eventuale reazione della vittima reagisce per lo più scappando, in rari casi però la resistenza della vittima può provocare una risposta aggressiva.


La parafilia insorge in genere durante l’adolescenza e può persistere e coesistere con altri disturbi della personalità.


L’elemento più importante è la percezione tattile che gli offre la possibilità di sentire direttamente sul suo corpo il movimento di un corpo sconosciuto.


Per quanto riguarda il trattamento, vengono generalmente utilizzate la terapia di gruppo, la psicoterapia individuale e la terapia cognitivo comportamentale.


Come sottolineato da Krueger & Kaplan (2008) il confrontarsi con il gruppo dei pari è molto efficace considerando l’interazione del gruppo stesso verso i rifiuti e i distanziamenti.


Per quanto riguarda gli altri due tipi di terapia si lavora al fine di modificare i comportamenti e i pensieri sessuali disfunzionali con l’obiettivo di aiutare il paziente a mantenere il controllo dei propri impulsi sessuali (Quattrini, 2015).


Effettuata questa rassegna criminologico -psicanalistica, quindi, andiamo ad analizzare le norme che riguardano il nostro Ordinamento.


Art. 609 bis Codice penale


Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;


2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.


La norma è posta a tutela della libertà sessuale, ovvero la libertà di autodeterminarsi in ordine alla propria sfera sessuale ed agli atti che la compongono.

Le condotte prese in considerazione sono essenzialmente due:


  • da un lato la violenza sessuale per costrizione, realizzata per mezzo di violenza, minaccia o abuso di autorità;


  • dall'altra lato la violenza per induzione, attuata mediante abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa o mediante inganno, per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.


Secondo dottrina e giurisprudenza piuttosto consolidati, nel concetto di "atti sessuali" va ricompreso ogni atto comunque coinvolgente la fisicità della persona offesa, e compiuto con la coscienza e volontà di compiere un atto invasivo della sfera sessuale di una persona non consenziente.


Secondo alcune pronunce, per quanto discutibili, anche un bacio o un abbraccio sono idonei a compromettere la libertà sessuale dell'individuo.

Ciò, però, secondo l'opinione più garantista, qualora, emerga una indebita compromissione della sessualità del soggetto passivo avuto riguardo:


A) alla condotta complessiva;

B) del contesto in cui l'azione ha luogo,

C) dei rapporti intercorrenti tra le persone coinvolte.


Per quanto riguarda la violenza, essa consiste non solo nell'esercizio di una vis fisica o coazione materiale, ma anche qualsiasi atto o fatto posto in essere dall'agente che abbia come ricaduta la limitazione della libertà del soggetto passivo, costretto, contro la sua volontà, a subire atti sessuali.


Per quanto concerne invece la minaccia, essa consiste nella prospettazione di un male ingiusto e notevole (ad opera del soggetto agente) quale conseguenza del rifiuto a subire la condotta.


Il consenso deve perdurare per tutta la durata del rapporto sessuale e non solo all'inizio, integrandosi dunque il delitto in esame quando il consenso originariamente prestato venga meno a causa di un ripensamento o a causa della non condivisione delle modalità di consumazione del rapporto.


Il consenso deve inoltre essere prestato validamente e coscientemente.


La violenza sessuale per induzione si risolve invece nell'abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima, vale a dire l'approfittamento delle particolari condizioni in cui si trovi il soggetto passivo, non rilevando in sé e per sé lo stato di menomazione fisica o psichica di persona malata di mente, alla quale non si può certo impedire di avere rapporti sessuali.


All'ultimo comma si prevede una circostanza attenuante ad effetto speciale ed indefinita, qualora la compressione della libertà sessuale sia minima, in considerazione del fatto concreto e delle circostanze.


Così analizzata, la condotta del "frotter", ricadrebbe, senza dubbio alcuno, nella diminuente di cui all'ultimo comma.

In altre parole, essendo uno "sfregamento" o, al limite, un "toccamento" ai danni di una vittima vestita, va considerato come condotta "minore", quindi, riferendoci solo al "fatto" punibile con due anni di reclusione.


Ciò considerato che, di solito, il "frotter" compie tali atti quasi "di nascosto" e senza costringere, come abbiamo osservato, la vittima ad alcunché, salvo darsi alla fuga.


Invero, sempre riferendoci, per ora, solo alla condotta tipica, si potrebbe anche discutere che la condotta del "frotter" sia una condotta "violenta" per tutte le motivazioni sin qui esposte.


Tuttavia, il nostro ordinamento, per ritenersi configurato un reato, necessita che la condotta sia compiuta in presenza di un elemento psicologico almeno colposo.

Nell'ipotesi in esame, senza dubbio, per il configurarsi del reato, deve ricorrere il dolo.

Non sarebbe, infatti, rilevante ai fini della Legge Penale il toccamento accidentale dovuto, ad esempio, ad una spinta o a uno scossone su un autobus di una strada dissestata.


Oltre all'elemento psicologico, per la Legge penale è richiesta anche la coscienza e la volontà o, in altre parole, della capacità d'intendere e di volere.

L'art. 85 del Codice Penale, infatti, dispone che: "Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile"


Altra norma di riferimento è l'art. 27 della Costituzione il quale recita:

"La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato"


Quid juris nel caso del "frotter"?


Come prima osservato, il "frotter" è un soggetto intellettivamente minorato o che ha subito gravi traumi psichici, o fisici durante la fase di sviluppo psicofisica, ergo, non è una persona in grado di controllare i propri istinti e le proprie pulsioni.


In sede processuale, quindi, tra le istanze istruttorie, sarà vivamente consigliabile chiedere perizia psichiatrica dell'indagato/imputato onde poter dimostrare la sua totale incapacità di intendere il valore dei suoi gesti e di controllarli e, quindi, di ritenerlo imputabile di dolo.


In tal senso, ad esempio, si è pronunciato il Tribunale di La Spezia, Sezione Ufficio delle Indagini Preliminari all'Udienza del 03/07/2019 (Dott. Mario De Bellis), che, espressamente, ha concluso, accertata giudizialmente la patologia, che:


"Visti gli artt. 442, 530 c.p.p. , assolve l'imputato F. Z. dai reati ascritti, perché totalmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti per vizio totale di mente"


Per domande, chiarimenti e consulenze legali in materia, si invita il lettore a contattarmi ai seguenti recapiti:


Telefono: 3200775430 - 0812461014

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Si riceve su appuntamento.

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